Torna al sommario "Hobby Natura" - Anno II, numero 2 (luglio 1993)

Arsenale di Venezia

Porta di terra e ingresso acqueo con le torri (incisione del XVIII sec.)"L' Arzanà de' Viniziani" (per usare l'espressione di Dante nel XXI° canto dell'inferno), fu certamente una delle più potenti macchine industriali e militari mai costruite dall' uomo. Considerarlo parte di una Venezia "minore" può sembrare un paradosso se ci riferiamo ai secoli trascorsi: esso fu fondato e via via ingrandito e potenziato per produrre e mantenere le forze navali della Serenissima ad un livello tale da garantirne la potenza militare, politica, diplomatica. Visto ai giorni nostri, con un'attività ridotta praticamente a zero, esso ci sembra un luogo dimenticato, che attende coraggiosi e validi progetti di ristrutturazione e di riutilizzazione per scopi civili e non più militari.

Fondato nel 1104 sotto il doge Ordelaffo Falier, insediato tra le due isole dette Gemelle, nell'estremo lembo orientale dei sestiere di Castello, attiguo all' isola di S. Pietro di Castello (dove ha sede la basilica omonima, cattedrale di Venezia fino al 1807), fu nei secoli ampliato e modificato, con la costruzione di nuovi scali, capannoni, fabbricati vari, canali e darsene nuove. L'etimologia più accreditata è quella che deriva dall'arabico Mar canah", casa d'industria, darsena. Tra il 1303 e il 1325 fu costruito l'Arsenale Nuovo, con le Corderie, nel 1460 fu aperto un ingresso monumentale da terra, la Porta Magna, nel 1473 sorse l'Arsenale Novissimo, nel 1539 la darsena delle Galeazze. Ben 24 scali su un'area che raggiunse oltre 32 ettari: nel periodo di massima attività le maestranze specializzate degli Arsenalotti (marangoni, calafati, remeri, alberanti, fabbri ecc.) raggiunsero il numero di 16 mila (comprendendo anche quelle distaccate nei cantieri sussidiari della Repubblica, a Corfù, Candia, Nauplion): essi ebbero anche l'onore di fornire le guardie dei corpo dei Serenissimo Principe.

Illustri architetti civili e militari collaborarono ai lavori nel corso dei secoli: nel 1544 il Sammicheli costruiva la nuova Casa dei Bucintoro; su suo progetto dal 1550 fu completato il reparto artiglieria ("il giardino di ferro") con la monumentale porta. Dal 1579 al 1585 Antonio Da Ponte, il progettista dei ponte di Rialto, ristrutturò ingrandendole, le Corderie: alla Tana, una struttura lunga316 metri, larga 20, con 84 colonne in cotto, veniva lavorata la canapa proveniente in massima parte dalla città russa di Danai da cui secondo alcuni, il toponimo "Tana". Dal 1750 al 1778 G. Scalfurotto costruì l'edificio degli squadratori (lungo quasi 150 metri) attiguo alla darsena delle Galeazze, dove si disegnavano e tagliavano i legnami per i vascelli.
I depositi di legname, che giungeva via fiume, venivano riforniti dai boschi dei Montello, dei Cadore e dell' Istria.

Arsenalotto
Architetto Nauctico

Illustri personaggi visitarono l' Arsenale nel corso della sua storia: Dante, ricordato all' inizio, nel 1321 (anno della sua morte) quale ambasciatore di Guido Novello Da Polenta signore di Ravenna, fu a Venezia per tentare di dare spiegazioni su un incidente capitato alle navi della Serenissima nelle acque ravennati. Il poeta lasciò una vivissima immagine delle sue impressioni nei vv. 7-15 dei canto XXI° dell' Inferno, riportati su una lapide a sinistra dell' ingresso monumentale.

Tale ingresso, o Porta Magna, fu costruito nel 1460 su progetto di Antonio Gambello, ispirato all' arco dei Sergi in Pola: sopra l'arco rinascimentale, entro un attico sormontato da un timpano, il leone marciano in atteggiamento guerresco (coi vangelo chiuso, anziché aperto con la consueta frase "Pax tibi Marce, Aevangelista meus"). Dopo la vittoria nella battaglia di Lepanto (1571), fu posta sopra il timpano la statua di Santa Giustina, copatrona di Venezia: per commemorare la battaglia venne anche coniata una moneta con l'effigie della santa, moneta che fu chiamata "giustina". Nel 1692 fu realizzata la cancellata esterna e furono posati i leoni marmorei preda bellica di Francesco Morosini, detto il Peloponnesiaco per la sua conquista della Morea.

Il leone di sinistra, accosciato, ornava una fontana dei porto ateniese dei Pireo (detto Porto Lion); quello di destra, disteso, era all' inizio della strada Lepsina che univa Atene a Eleusi.

Sui fianchi, sul dorso e sul petto dei leone di sinistra si trovano alcune incisioni che furono riconosciute nel 1800 come caratteri runici (antico alfabeto di origine germanica rimasto in uso in alcuni paesi scandinavi), interpretati nel 1856, poste dai Veringhi, mercenari al soldo di Costantinopoli, che contribuirono a sedare nel 1040 una rivolta degli ateniesi insorti contro i balzelli imposti dall' Impero Bizantino.

Nel 1500 l' Arsenale fu visitato, pare, da Leonardo. Nel 1574 il futuro re di Francia Enrico III°, allora re di Polonia, fu ospite di Venezia e all'Arsenale assistette stupefatto all' allestimento rapido e completo (con attrezzature, arredi, armamenti ecc.) di una galera da guerra.
Coi declino della Marina Veneta cominciò il lento ma inesorabile declino dell'Arsenale.
Nel 1797, alla morte della Repubblica, gli occupanti francesi asportarono tutte le armi e i cannoni, distrussero le navi alla fonda o in costruzione, e dopo averlo rapinato degli ori, incendiarono il Bucintoro.
Il 22 marzo 1848 dall' Arsenale cominciò la rivolta contro gli austriaci.
Nel 1866 l' Arsenale passò alla regia Marina Italiana. Durante la prima guerra mondiale la sua attività fu intensa. Nel 1919 fu inaugurato il primo nucleo dei Museo Storico Navale, (raccomandiamo la visita, di estremo interesse) che si trova sulla riva S. Biagio, a breve distanza dall' Arsenale.


Piantina dell' ArsenaleLa visita.

Dando uno sguardo dall'esterno ci rendiamo conto che gran parte dei complesso è circoscritto da una cinta muraria merlata: Venezia che si era sempre vantata di non aver bisogno di mura per difendere la sua indipendenza (era sufficiente la laguna), volle isolare anche fisicamente la fabbrica della sua flotta per motivi di sicurezza contro ogni forma di spionaggio militare industriale.

Tali mura non ci devono però impedire oggi di promuovere progetti intelligenti per un uso nuovo, valido culturalmente e socialmente di uno spazio così straordinario e ricco di suggestioni storiche.

E' interessante percorrere, dove si può, le zone limitrofe alla cinta muraria, passare coi motoscafo della linea n°5 (circolare) nella ex darsena, dell' Arsenale Vecchio e nel rio delle Galeazze, ammirare la Porta Magna e le torrette, nonché la porta Nuova con le torri dalla vicina isola di S. Pietro di Castello.

Essendo in gran parte ancora demanio della Marina Militare, per visitare all' interno l'Arsenale, è necessario fare una domanda scritta, elencando i nomi e la residenza degli interessati, indirizzandola almeno tre settimane prima a:

COMANDO MARINA VENEZIA
UFFICIO OPERATIVO DIFESA
Campo Arsenale Venezia

giorni di visita: da lunedì a giovedì, festivi esclusi) tel.041/5289800

Legenda della piantina

  1. Le Corderie della Tana (1303), dove si filava e si attorcigliava la canapa per produrre corde e gomene (furono ricostruite e ampliate dal 1579 al 1585 su progetto di A. Da Ponte).
  2. Il deposito della artiglierie ("il giardino di ferro").
  3. Casa (scalo) dei Bucintoro, costruito dal Sammicheli nel 1544-47; al Sansovino si deve il disegno delle due tettoie dette della "gagiandra" (= testuggine d 'acqua, tartaruga).
  4. Il reparto degli squadratori, costruito da G. Scalfurotto dal 1750 al 1778, dove si disegnavano e si tagliavano i pezzi di legname per i vascelli.
  5. Le velerie, dove si provvedeva al taglio e alla cucitura delle vele

Mario Zilio

 

Progetto: Renato Boaretto - Realizzazione tecnica e grafica: Vadiliano Zancanaro